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Archivi per il mese di “gennaio, 2012”

L’almanacco del lunedì

Buon inizio settimana a tutti, oggi è lunedì e quindi vediamo cosa ci propone l’almanacco per le prossime 2 settimane.

  • orto e giardino: fino a lunedì 6 seminare i fiori e piantare alberi e siepi. Un grande in bocca al lupo ai coraggiosi che riusciranno a restare fuori in giardino per più di cinque minuti senza congelarsi le dita della mano. Attenzione all’utilizzo delle forbici da giardiniere, la bassa percezione degli arti con temperature sotto lo zero può portare a facili amputazioni. Poi non dite che non ve l’avevo detto!
  • legna da ardere e da costruzione:fino a lunedì 6 accette in mano e via a riscaldarsi nei boschi tagliando alberelli. Occhio ai nidi e agli alveari. Qualcuno mi ha riferito di brutti incidenti con la legna da costruzione…mica volete farvi male per seguire i miei consigli no? Da mercoledì 8 a domenica 12 armati di sega elettrica potete iniziare a disboscare  per il taglio della legna da costruzione. Per chi avesse già costruito uno stupendo capanno degli attrezzi è giunto l’ora di un bel gazebo, per chi invece il capanno ancora non l’ha costruito al via i lavori! Ma lo sapete che è un ottimo esercizio fisico tagliare la legna, avete mai visto un boscaiolo non in forma? Certo l’abbigliamento è discutibile ma in quanto a prestanza fisica ci siamo!
  • Verniciare e imbiancare: i giorni consigliati per farlo sono solo il 10, 11 e 12 febbraio. Ora non fate finta di avere impegni, io non lo farò visto che nano junior crede di essere la reincarnazione di Pablo Picasso e, visto che è un artista, mica può usare i normali fogli di carta! Lui preferisce esprimersi sui muri di casa, possibilmente quelli più esposti allo sguardo degli ospiti.
  • Pane: per le panettiere che leggono i giorni favorevoli per la panificazione sono il 30 e 31 gennaio, il 4, 5, 8 e 9 febbraio. In effetti sono un pò pochini lo riconosco, ma voi che siete delle brave donne saprete come organizzarvi no?
  • marmellate: i giorni adatti sono il 30, 31 gennaio e il 1 e il 2 febbraio. Che poi mi chiedevo l’altro giorno quale frutta si potrà usare in questo periodo? La marmellata di pere? Forse quella di arance! E lo sapete che basta usare pezzetti mela e suco di limone invece della pectina?
  • cure dentistiche: i giorni favorevoli sono da mercoledì 8 a domenica 12. Ma pure voi avete la mia bruttissima abitudine di ignorare il fastidio ai denti, salvo poi telefonare disperati dal dentista alla ricerca di un posto quando l’unica soluzione possibile rimane quella di estirpare il dente? Vabbè fate finta che non l’abbia chiesto, non mi piace sapere quando sbaglio…specialmente quando so di sbagliare.
  • capelli: i giorni favorevoli sono da martedì 7 a domenica 12. Io ho un bisogno disperato di una pomeriggio dal parrucchiere. L’ultima volta che ho fatto una piega dal parrucchiere ho notato uno sguardo di disapprovazione negli occhi della ragazza che li asciugava . Credo che si chiedesse se mi piacciono i capelli bicolore o se magari penso che siano di moda. Io non penso che siano alla moda, e forse quando il numero delle persone che ti consiglia di andare dal parrucchire supera il numero cinque vuol dire qualcosa. Settimana prossima restyling, anche se sono indecisa tra farmi rossa come Rihanna o bionda e corta come Tilda Swinton…mi sa che alla fine opterò per un taglio doppie punte, più rassicurante direi. Dicono che i tagli radicali vogliano dire voglia di cambiamento, sarà vero?

Al prossimo almanacco!

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Palinsesto e sabato sera

La televisione e sky sabato sera mi fanno venire da piangere. Ma due poveri genitori con vita sociale pari a zero, e quando dico “0” intendo che  due vecchietti in ospizio sono più attivi di noi, cosa devono fare il fine settimana? A volte si invitano amici  ma capitano delle volte che si è soli a casa, ci si mette in tuta (si, indosso la tuta, problemi?), ci si sdraia sul divano e si accende la tv, pieni di felicità per non dover guardare dora o peppa pig, e cosa trasmettono? Niente!
E poi, sempre ringraziando chi si occupa del palinsesto, ancora serendipity? ma basta! Posso anche immaginare che certe film non vadano in prima serata ma perchè mandarli in onda alle 3 di notte? perchè trasmettere sempre le stesse cose, trite e ritrite?
Io ormai sono in ostaggio del canale disney junior, conosco a memoria le sigle di TUTTI i cartoni, Ottudols (come si scriverà?) aiuta anche me nel problem solving quotidiano, ma perchè io non ho nessun diritto su quella televisione? Perchè mandare e rimandare sempre gli stessi film? No perchè a me “via col vento” piace, ma dopo la decima volta, quando inizio a doppiare Vivien Leigh, capisco che forse è ora di smettere.

Mi costringono alla fine a guardare Gambero Rosso, con lo stuolo infinito di cuochi e cuoche che propinano ad ogni ora del giorno piatti meravigliosi, e quindi sto lì a scrivere ricette e mi devo difendere da questi attentati alla linea perchè io le cose alla fine le mangio. Oppure mi guardo i canali dei viaggi e  peggioro la situazione perchè mica posso viaggiare, no! Guardo questi splendidi posti in giro per il mondo e penso che chissà se un giorno ci andrò anche io.  E poi il mio preferito, voi lo guardate mai “orrori da gustare”? Ci sta questo Andrew Zimmer che mangerebbe anche una carcassa di cammello se gli dicessero che fa parte della cultura del luogo; si è mangiato l’inverosimile che solo a guardarlo viene da vomitare, figuriamoci ad ingoiare! Ma visita dei posti così belli che se mai andrò in posti come il Laos una ciotola di formiche fritte me la mangerò pure io.
Per non parlare di “cercasi casa disperatamente”, queste povere coppie, distrutte dall’impossibilità di cercare da soli una casa dove abitare, annientati dallo scegliere tra proposte stupende e riconoscenti di aver trovato sulla loro strada una fastastica coppia che li aiuterà nell’acquisto della loro casa.
E poi lui, il supremo e inimitabile Bear Gryll. Lui che inizia la puntata lanciandosi con un paracadute, lui che troverebbe acqua da bere anche dentro la barbie di mia figlia e in confronto Mac Gyver ero un novellino. E’ lui che bisogna guardare perchè così, se mai dovesse capitare di perdersi nella foresta amazzonica sapremmo cosa fare e moriremmo più felici tra le fauci di un coccodrillo sapendo però di aver bevuto solo acqua potabile!
Lancio qui un appello: trasmettete qualcosa di decente il sabato sera, ve ne prego! Non tutti apprezzano Maria De Filippi (come sono stata politically correct!) et similia.
Fatemi rilassare sul mio bel divano con un film che sia decente e del quale, possibilmente, non sappia già le battute a memoria. Fatemi andare a letto contenta!

Mai più

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Perché ciò non avvenga MAI più. PRIMO LEVI

Ogni anno è pieno di ricorrenze, ci ricordano tutto. Ma quali sono le cose veramente importanti da da non dimenticare mai? Oggi è il giorno della memoria, il giorno in cui noi tutti dovremmo ricordare l’orrore dello sterminio ebreo, un giorno in cui dovremmo essere ancora più indignati al ricordo di quello che fu un abominio. Non esistono abbastanza parole per descrivere l’orrore di quel disegno scellerato. Non bastano le immagini agghiaccianti di quelle ombre di uomini e donne vestiti a righe che guardano senza vedere nulla. Non bastano i corpi ammassati e le fredde stanza dei campi di sterminio.
La nostra indignazione è niente.

Ma un giorno della memoria basta? Come fare per evitare che una simile barbarie possa di nuovo accadere? Attraverso la conoscenza di ciò che è stato e attraverso la cultura del rispetto. Non importa il colore di pelle, il credo religioso, il ceto sociale o la nazionalità, siamo tutti uomini. I bambini sono il futuro, educando loro si educa la società che sarà. Insegnando loro il rispetto si compie un gesto di civiltà senza pari, crescendo dei ragazzi che conoscono la loro storia e gli orrori che un uomo è capace di compiere, si insegna loro che la cattiveria esiste e che non bisogna mai abbassare la guardia anche se tutti intorno sembrano non accorgersi. Le follie dell’umanità non sono brutte favole, sono storie che i nostri bimbi devono sapere perchè quello che è successo non possa succedere più, perchè loro crescendo sappiano che siamo tutti fratelli e come tali ci dobbiamo comportare.
Leggiamo loro dei libri, portiamoli da grandi a visitare quei luoghi perchè nella loro anima possa essere impressa la parola  MAI PIU’ e perchè mai i cancelli degli orrori possano essere riaperti.

Il mio bimbo ecologico

Ma quanto è bello il pannolino lavabile con la fantasia muccata?

Ansia da scelta scuola

“Mamma l’anno prossimo vado in prima elementare?”
“si amore se mamma decide in quale scuola iscriverti”
“e verranno anche i miei compagni di asilo?”
“non lo so amore, per ora il tuo compagno di banco sarà la mia indecisione nello scegliere la scuola”

Nana senior l’anno prossimo andrà in prima elementare ed io sono notti che guardo il soffitto cercando di veder comparire come per magia la risposta ai miei dubbi. In questi momenti mi piacerebbe vivere in uno di quei villaggi sperduti, dove i bimbi per arrivare a scuola si devono arrampicare sulle mangrovie, dove l’ansia della scelta non esiste e tutti i bambini vanno alla scuola del villaggio senza porsi mille interrogativi.

La verità è che atttaverso uno di quei momenti in cui sento la responsabilità dell’essere madre, e non è che nelle altre decisioni non senta questo “peso” ma la scelta della scuola è la prima vera decisione che un genitore deve prendere. Sono giorni che io e Marito parliamo e parliamo e parliamo: quale dovrebbero essere i criteri per scegliere una buona scuola? Privata o statale? Seguire i compagni o scegliere la scuola di cui parlano meglio? E se non si dovesse trovare bene? Scuola piccola o scuola grande? Siamo ancora nella fase “consultazione mamme all’uscita di scuola” e fra un pò passeremo alla fase “chiamate continue tra mamme nel limbo delle scelta” e poi decideremo dove la nostra primogenità passerà i prossimi 5 anni.
Da brava figlia di insegnante elementare, sono convinta dell’importanza della scuola primaria e di quanto un’ottima preparazione di base possa fare la differenza in tutto il corso di studi e, se anche so che seguirò mia figlia nel suo percorso scolastico, credo che sia normale sentire il peso della scelta.
In fondo, qualsiasi scuola sceglieremo una cosa è certa: mia figlia sta crescendo e un pò mi mancherà. Ma se da una parte la mamma chiocchia che è in me è dispiaciuta, dall’altra la mamma funky è contenta di avere una piccola donna per casa a cui insegnare tante cose e magari ogni tanto trascorrere un pomeriggio da “femmine”.
Gli anni passano e i figli crescono ed io ho solo una certezza, i miei figli devono trovare qualcuno che li aiuti in matematica!

Operazione svuota dispensa

Ieri mattina sono andata alla coop a fare la spesa e gli scaffali erano semi vuoti, non è che non si potesse comprare ma la scelta tra marche era limitata. Alla fine, essendo iscritta al gruppo ” mai spendere meno di 70 euro al super”, carica come un nomade del deserto del gobi e con un rene in meno lasciato in pagamento, sono tornata a casa e mi sono messa a sistemare la mia bella spesa. Ora direte giustamente voi “ma cosa importa a me di sapere cosa ha comprato?”, e infatti non elencherò i miei acquisti ma mi serviva per fare una riflessione.


Parte della dispensa



Sistemando la mia roba mi sono resa conto di quante cose ho che rimangono lì nel dimenticatoio senza che io le cucini. Devo ammettere che parte di quella roba non proviene dal mio carrello ma dal mio bravo papà, che mi fa arrivare a casa pacchi di leccornie dalla mia terra natia e, ammettiamolo, a volte esagera un pò nelle quantità. Ora se voi vedeste la mia dispensa vi rendereste conto che posso inviatare a mangiare una spaghettata tutti i lettori iscritti a questo blog senza prima passare da un supermercato! Ed io la pasta neanche la mangio!



Da brava desperate housewife ho deciso di iniziare l’operazione #svuotadispensa! Ogni giorno cercherò di consumare tutto quello che ho tra pensili, frigo e surgelatore e il resoconto giornaliero verrà pubblicato su fb e twitter…lo so, siete già eccitati all’idea di leggere quello che la mia fantasia sarà capace di creare.
Intanto oggi ho iniziato con il comprare le puntarelle per consumare delle acciughe che giacevano lì tra i ceci e i fagioli e con lo scongelare un pezzo di salmone. Vedremo alla fine quanta roba sarò capace di mangiare e, principalmente, far mangiare. E magari se sarò anche in grado di non ingrassare considerando la quantità di carboidrati presenti. Chi si unisce?

La mia Simonetta

Il mondo della blogosfera è bellissimo perchè si incontrano delle persone fantastiche che dividono con noi la loro quotidianità e le loro passioni,  una di queste è Barbara di mamma fatta così. Barbara ha pensare di indire un concorso, anzi uno strano concorso ed io ho ben pensato “perchè non iscrivermi?”.
Ovviamente la mia categoria di assegnazione è stata “astuta principiante” e un pomeriggio, fra i tanti passati a casa tra malanni vari, è nata la mia Simonetta.
La mia valida aiutante è stata nana senior che, mentre io cercavo di capire da che parte iniziare, tagliava qui pochi scampoli rimasti in casa dopo decine di lavoretti e cercava di utilizzare vecchi guanti come gessi per piedi…vai a capire i bambini!

Essendo io UN’ASTUTA PRINCIPIANTE ho prodotto una simonetta un pò floscia e ve ne accorgerete dalle foto, ma alla mia bimba è piaciuta tanto! Ecco a voi il mio capolavoro 🙂

Sono bionda, ho un cappello, una borsetta e un vestito colorato perchè amo i colori!



La mia creatrice non è riuscit a fare una foto decente ed io non aiuto essendo floscia…ma sono bella vero?

 Abbiate pietà per le foto, e giuro che se riesco ne faccio di più decenti e le posto.

Torta di noci e cioccolato

Lo so che odierete leggere una ricetta dolce subito dopo le abbuffate natalizie ma questa l’ho fatto l’altro giorno ed è talmente buona che non me la sento di essere così cattiva e non darvi la ricetta. E’ perfetta per accompagnare il tè ma io non mi sono fatta problemi ad accompagnarla anche con il latte.
Anche questa ricetta arriva dal libro di Benedetta Parodi che per queste ricette dolci e veloci è un’ottima fonte.

Ingredienti
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro
150 di noci già sgusciate
150 gr di zucchero
3 uova
100 gr di farina
2 cucchiaini di lievito
zucchero a velo
Mettere il cioccolato e il burro a sciogliere in un pentolino a fuoco dolcissimo. Tritare le noci grossolanamente e unirle alla crema di cioccolato. Separare i tuorli dagli albumi. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero, a parte montare a neve ben ferma gli albumi e unirli ai tuorli sbattuti. Unire poco alla volta anche la farina mescolata con il lievito. In ultimo incorporare la crema di cioccolato, che nel frattempo si sarà raffreddata. Versare il tutto in una tortiera foderata di carta da forno e guarnire con qualche gheriglio di noce lasciato intero. Infornare a 180 e cuocere per 30 minuti. Spolverizzare con lo zucchero a velo.

Cronache di una madre stordita

Mia madre mi rimprovera sempre perchè dice che non mi curo abbastanza e bla bla bla e la mia risposta a questo è sempre stata un’alzata di spalle. Io non ho mai perso tanto tempo davanti allo specchio, ho dei superpoteri io, e riesco a truccarmi anche senza specchio…e non è una battuta! La verità è che non mi va di stare a perdere tempo e quindi faccio l’indispensabile e, se proprio non mi va neanche quello, indosso occhiali e cappello. Tra l’altro, nonostante mi piaccia molto vestirmi bene, a volte mi paicerebbe anche uscire così, con gli abbinamenti a casaccio, senza stare troppo a pensare a quello che dice la gente. Ma li avete mai visti i bimbi dei cartoni inglesi tipo teletubbies? Ecco vorrei vestirmi con due colori che non azzeccano niente tra loro, metterci dei calzini che neanche uno cieco e abbinarci delle scarpe che Jimmy Choo potrebbe anche avere un infarto nel vedermi.

In verità ogni tanto, quando vado a buttare la spazzatura la sera non resisto ed esco in pigiama…che goduria! Che tra l’altro funge anche da tecnica anti stupro perchè, diciamocelo, non è che io indossi baby doll di seta per andare a dormire.
Vabbè, dopo questo prologo da logorroica, vi racconto quello che sono riuscita a fare oggi.
Dopo aver passato un’ora a vestire i nani che scappavano in ogni dove tranne nella stanza con i loro vestiti, guardando l’orologio mi sono accorta che era un pelino tardi e aprendo l’armadio mi sono infilata la prima maglia della pila, poi ho afferrato il giubbotto e  sono uscita. Al centro commerciale ci stavano tipo 65 gradi e quindi il piumino è stato tolto e la sottoscritta ha girato allegramente per i negozi senza accorgersi di aver indossato il maglione al contrario! Cioè vi rendete conto? Non si può uscire con l’etichetta in bella vista, che poi se qualcuno si fosse avvicinato un poco avrebbe scoperto anche nome e cognome perchè, come se non bastasse, ci stava attaccata l’etichetta della lavanderia. Parliamone. Ma quanto sono stordita?
Alla fine non mi resta che alzare il telefono, chiamare mia madre e raccontarle tutto cosicchè io possa sentire la frase che più amo “te lo avevo detto”.

E se…

Stamattina mentre i pinguini ci salutavano dalla finestra e nano junior giocava con un cubetto di ghiaccio formatosi nella notte in cucina, abbiamo fatto una terribile scoperta: la nostra caldaia ci sta abbandonando. E non è che ha il raffreddore, ci sta proprio il prete per l’estrema unzione! Ovviamente quando ha deciso di morire? Nei giorni più freddi dell’anno che domande!
 Quindi armadi aperti e tutti in cerca di pile e felpe pesanti perchè dopo un mese di varicella mica vogliamo ammalarci noi, tutto questo mentre il marito girava per casa cantando per la gioia di doversi lavare i capelli con l’acqua gelida che neanche alla fonte dell’acqua levissima esce a quella temperatura. La cosa positiva è che lavarsi con l’acqua così fredda ti gela così tanto il viso che fa ti effetto lifting per un’ oretta abbondante.
Ovviamente il fatto non mi ha lasciato indifferente e mi ha fatto pensare come sarebbe oggi vivere senza le nostre comodità. Si danno per scontate tante cose ma se ci fermassimo un attimo a riflettere ci accorgeremmo che siamo totalmente dipendenti dalla tecnologia e che se succedesse qualcosa di grave non saremmo più abituati a vivere in maniera semplice. 

Uno dei ricordi più belli che ho è mia nonna che in inverno preparava il braciere e la casa si riempiva di un caratteristico odore di carbone mischiato con le bucce di arancia che lei metteva a bruciare tra la brace, e poi tutti insieme passavamo interi pomeriggi ad ascoltare racconti di una vita e di un mondo che non esisteva più e che forse, proprio per questo, tanto ci affascinava.
Era un mondo lontano, fatto di piccole comunità, con un ritmo di vita lento e scandito dal sole. Non ricordo aver mai sentito mia nonna lamentarsi della vita che conduceva, non ricordo lamentele per la mancanza di energia elettrica o stanchezza nel ricordare i km fatti a piedi. Ricordo solo gioia, piena di sacrifici ma pur sempre gioia.
E se toccasse a noi? Se ci ritrovassimo a dover vivere in maniera diversa ne saremmo capaci? La nostra sarebbe una decrescita felice o una situazione insostenibile?
Cosa è veramente indispensabile?
Riusciremmo ad essere felici con molto di meno? E la felicità è veramente dentro di noi? Io penso di si. Penso che per essere felici basti veramente poco e in fondo, forse è tutta una questione di testa.
Ecco lo sapevo sono cascata pure io in un post alla Marzullo.
Buonanotte a me e buongiorno a chi mi leggerà domattina.

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