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Mai più

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Perché ciò non avvenga MAI più. PRIMO LEVI

Ogni anno è pieno di ricorrenze, ci ricordano tutto. Ma quali sono le cose veramente importanti da da non dimenticare mai? Oggi è il giorno della memoria, il giorno in cui noi tutti dovremmo ricordare l’orrore dello sterminio ebreo, un giorno in cui dovremmo essere ancora più indignati al ricordo di quello che fu un abominio. Non esistono abbastanza parole per descrivere l’orrore di quel disegno scellerato. Non bastano le immagini agghiaccianti di quelle ombre di uomini e donne vestiti a righe che guardano senza vedere nulla. Non bastano i corpi ammassati e le fredde stanza dei campi di sterminio.
La nostra indignazione è niente.

Ma un giorno della memoria basta? Come fare per evitare che una simile barbarie possa di nuovo accadere? Attraverso la conoscenza di ciò che è stato e attraverso la cultura del rispetto. Non importa il colore di pelle, il credo religioso, il ceto sociale o la nazionalità, siamo tutti uomini. I bambini sono il futuro, educando loro si educa la società che sarà. Insegnando loro il rispetto si compie un gesto di civiltà senza pari, crescendo dei ragazzi che conoscono la loro storia e gli orrori che un uomo è capace di compiere, si insegna loro che la cattiveria esiste e che non bisogna mai abbassare la guardia anche se tutti intorno sembrano non accorgersi. Le follie dell’umanità non sono brutte favole, sono storie che i nostri bimbi devono sapere perchè quello che è successo non possa succedere più, perchè loro crescendo sappiano che siamo tutti fratelli e come tali ci dobbiamo comportare.
Leggiamo loro dei libri, portiamoli da grandi a visitare quei luoghi perchè nella loro anima possa essere impressa la parola  MAI PIU’ e perchè mai i cancelli degli orrori possano essere riaperti.

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8 pensieri su “Mai più

  1. Ciao, l'ho scritto anche altrove. Io vorrei che oltre a ricordare si pensasse di più alle guere ancora in corso di cui nessuno parla. Ci sono zone dell'africa sterminate dalla pulizia etnica. Pensiamo al passato sì, ma cambiamo il presente. Non so cosa scelgano di fare gli altri, io spero che a mio figlio l'esempio quotidiano di tolleranza serva.

  2. Sono d'accordissimo con te..i cancelli degli orrori non dovranno essere aperti MAI PIU'…e speriamo che così sia veramente!
    Ti abbraccio

  3. hai ragione silvia, lottare per cambiare il presente, sempre. Spero pure io in un mondo in cui non serva la tolleranza perchè tutti sapranno che siamo uguali.

  4. grazie mammola e sperimao veramente di si

  5. Il futuro dei nostri figli e della nostra civiltà sta nel valore dell'educazione…educare all'uguaglianza e al rispetto delle reciproche differenze è l'unico strumento possibile.
    Bacioni.

  6. grazie laura per il post. sempre prezioso meditare.
    l'argomento mi è caro da tempo immemore e come mathilda del primo commento fatico molto a risolverlo soprattutto declinandolo al presente.
    quando ho visitato un campo di concentramento la cosa che più mi ha atterrita (dove tutto ti atterrisce) ricordo bene che fu il quartiere dei soldati e delle loro famiglie: residenziale e ridente con tanto di scuola. ricordo la fatica di realizzare come anche mogli e famiglie potessero convivere con l'orrore oltre il muro.
    oggi tuttavia mi sento sempre un po' moglie di ufficiale anch'io. credo che l'informazione globale abbia spostato i confini dei nostri giardini un po' più in là, e oltre il nostro muro c'è l'africa con le sue piaghe. si dirà che i nostri mariti però non sono aguzzini ciechi di ideologia, e per fortuna. ma ogni tanto squarcia il velo il pensiero che il nostro benessere sia fondato sui 2/3 del mondo cui è precluso. mi sento un po' moglie di ufficiale quando mi godo un teatro o un ristorante costoso appena oltre il muro di una carestia o di una guerra etnica. e benché non vi sia nulla di sfrenatamente lussuoso nella mia vita so bene di essere molto e ben oltre lo stretto indispensabile.
    non credo che i cancelli dell'orrore siano mai stati chiusi, li abbiamo solo spostati un po' più in là, dandoci l'illusioni di poterli ostacolare.
    come, quando e in che misura educare mia figlia alla lotta me lo chiedo tutti i giorni. e come voi faccio del mio meglio. ma mi sento quasi sempre sotto scacco.
    un abbraccio

  7. …….
    Ho visto che hai vinto “La mamma perfetta” volevo farti i complimenti!

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