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Archivi per il mese di “febbraio, 2012”

Mille famiglie più una

spot Ikea

Oggi giornata uggiosa, con muse come sottofondo e pc davanti alla finestra ho deciso di affrontare un tema che mi sta a cuore.
Mettiamo una famiglia al parco, due genitori che giocano con il figlio con la palla, a rincorrersi per i prati e magari, perchè no, aggiungiamo anche un cane. Ora mettiamo che quella famiglia sia composta da due papà o due mamme, voi come reagireste?
L’altro giorno su twitter the queen father ha fatto questa domanda “una famiglia come la nostra come vivrebbe in italia?”. Per chi non lo sapesse Marco è italiano, abita a londra con suo marito e suo figlio nato da una madre surrogata. Voi cosa avreste risposto?

Io ho risposto che incontrebbero tanta ipocrisia ma le persone intelligenti capirebbero che loro sono una famiglia, anche se un pò diversa dall’ordinario.
Per la cronaca io sono credente, sposata in chiesa ed ho due figli, ma perchè la mia famiglia gode di certi sguardi e quella di Marco no? Quando si è deciso che il conformismo è l’unico modo di vivere “giusto”? No, perchè secondo me non lo è. E la libertà di essere quello che si è dove è finità? Vale fino alla curva certo, quando i nostri occhi abituati alle famiglie normali non si vanno poi a scontrare con scelte di vita che meriterebbero tutta la nostra ammirazione per il coraggio che serve ad affronatre i giudizi altrui.
Io credo che ci sia tanta ipocrisia davanti a certe scelte, magari quando si parla in astratto tutti siamo i più liberali, salvo poi alzare le mani quando si parla di adozione da parte di famiglie composte da persone dello stesso sesso. Come se noi potessimo decidere chi sa amare meglio e chi peggio.
Riconosco che sono temi delicati e che ognuno in base alla propria educazione e sensibilità è portato a “giudicare”, ma allora sarebbe molto meglio essere sinceri da subito, si sarebbe sicuramente apprezzati di più. O magari, a volte, sarebbe meglio non parlare e basta.
Una famiglia normale che cerca un figlio per anni ha tutta la nostra comprensione, ma se due persone che si amano e stanno insieme da anni decidono di crescere e amare un figlio non va bene perchè magari il modello che trasmettono al figlio non è “normale”. Ma se un bambino ha solo bisogno di amore incondizionato per crescere bene dove sta scritto che l’amore non possa venire da due xx o da xy?
Siamo abituati a vedere l’omosessaule come la macchietta di cui ridere, come nelle performance dei soliti idioti, ma se foste voi al posto di Marco non reputereste sbagliato lo sguardo di disapprovazione davanti alla sua famiglia? Siamo tutti bravi fin quando le questioni rimangono nel giardino dei vicini, ma immaginiamo ogni tanto che queste sono questioni universali come universali sono l’amore e i diritti a formarsi una famiglia.
Io conosco Marco solo virtualmente, attraverso la sua pagina, ma credo che sia una bella persona, che ama alla follia suo figlio e suo marito e sarei davvera orgogliosa di conoscerlo perchè sono sicura che lo apprezzerei ancora di più.
Cerchiamo di superare le nostre paure e, forse, contribuiremo a rendere la società un posto migliore.

ps. vi invito a leggere questo bel post scritto da sononera

L’amore delle fiabe vs realtà

Avete mai notato quanto sia facile l’amore nelle fiabe? E non parlo del contorno di guai che possono accadere, ma proprio del sentimento. L’amore  a prima vista esiste eccome in quel mondo, la nostra eroina incontra il bel principe, nenache il tempo di guardarsi negli occhi ed ecco l’amore che nasce e dura pure per sempre!Il principe magari ha solo sentito parlare di una donzella in difficoltà e già è innamorato di lei e la sposa pure. Fiabe appunto, perchè nella vita reale mica funziona così; nella realtà l’amore a prima vista magari ti capita quando stai al liceo e pensi che il ragazzo conosciuto sui banchi sarà l’uomo della tua vita, salvo ricrederti dopo anni di fidanzamento e lasciarlo, oppure all’università quando senti di poter dominare il mondo, salvo poi ricrederti un pochino.

Nella vita è tutto più complicato, trovare la persona giusta per noi è un’impresa titanica, il dubbio che mi sorge è se siamo noi che abbiamo complicato le cose. Appuntamenti su appuntamenti, critiche su tutto, aspettative esagerate quando in fondo per il cuore sarebbe tutto più facile: farfalle nello stomaco si può provare, no farfalle nello stomaco lasciare perdere.
Quante storie finite male si sarebbero potute evitare ascoltando il nostro istinto? E non parlo delle storie adolescenziali ma di quelle da adulti quando magari il rapporto ti porta a progetti seri e magari figli. Alzi la mano che non ha mai pensato notando un difetto dell’amato “si ma poi lo farò cambiare io”. Dlin dlon comunicazione di servizio: le persone non cambiano. Quante volte sentiamo di storie che finiscono dopo anni accompagnate da “lui è davvero cambiato”. Ma si cambia davvero? Dopo anni che si sta insieme cosa cambia? Magari a cambiare è solo la nostra percezione di chi abbiamo accanto, il povero xy è rimasto sempre uguale ma noi vorremmo che la magia dei primi appuntamenti durasse anni. La magia  svanisce, ma forse apprezzare la quotidianità renderebbe felici lo stesso; magari chi la quotidianità non l’ha anela ad essa ogni istante. Io ci credo poco al cambiamento, si cresce è vero e si matura, ma cambiare è un termine che secondo me é abusato. Secondo me sarebbe semplice ammettere che, a volte, l’amore finisce e punto. Non sempre ci sono vittime e carnefici e trovarle non renderà più facile la separazione. Stiamo tutte lì a leggere fiabe su fiabe, con questi principi che salvano sempre la povera ragazza e l’amano in eterno, la verità è che siamo state traviate. Io già la vedo mia figlia con gli occhi a cuoricino guardare i baci di cenerentola & co, ma se nella vita non succederà nulla di eclatante ma sarà solo una bellissima semplice vita lei come ci rimarrà?
Sognare è bello, ma ascoltare troppe fiabe nuoce alla salute amorosa.

Leggendo e pensando

Quando porto i bimbi al mare stacco un pò la spina da tv, internet e cellulare e quindi divoro libri su libri che in periodi normali non avrei tempo di leggere. Ogni anno penso che ogni tanto farebbe bene allonatanarsi un pò dalla rete ma poi ci ricasco sempre perchè in fondo la adoro. Quest’estate ho letto un bel libro, anzi divorato perchè era tale la curiosità di finirlo che l’ho letto in due giorni, ma a parte il libro che è davvero bello mi è piaciuta la dedica dell’autrice al padre, che ho trovato così particolare da volerla segnare in uno dei tanti taccuini che porto con me e che uso per non far scivolare nell’oblio pensieri e parole.
A mio padre, David Newman: il padre più intelligente, divertente, testardo, generoso che una ragazza possa mai sognare di avere. Mi ha insegnato a conoscermi e a non badare a quello che pensano gli altri. Mi ha dato i film di Woody Allen, i libri di serial killer, il mangiare garofani nei ristoranti indiani, la sindrome della gamba irrequieta, i sandwich con l’insalata, i cammelli che mordono, l’ateismo, i sabati nelle vecchie chiese e i panini dolci pasquali.
Non so dirti quanto ti voglio bene.
Io l’ho trovata bellissima, leggendola ho pensato che vorrei che i miei figli pensassero la stessa cosa di me. Vorrei dargli l’autonomia di pensiero e la libertà di agire senza curarsi delle opinione altrui; la gioia di viaggiare solo con uno zaino e la curiosità intellettuale; la capacità di adattamento e la voglia di conoscere gente diversa. E vorrei che loro comprendessero che siamo tutti uguali e che l’amore può essere ovunque.
Ma io mica credevo che essere genitore fosse così difficile, tutto ciò che fai e che dici ha una conseguenza…speriamo di non fare troppo danni!
Cmq se uno dei miei figli dovesse prendere il gene nonnesco e scrivere un libro ecco la dedica che mi piacerebbe:
A mia madre, amica, educatrice e cuoca unica nel suo genere. Mi hai fatto viaggiare con Salgari, amare il rock, rotolarmi nell’erba. mangiare xiao mai, apprezzare le stranezze. Grazie per avermi fatto capire che essere particolari è una ricchezza e che la normalità non sempre è rassicurante. Grazie per essere stata la mia mamma.

ps. il libro è “il college delle brave ragazze” di Ruth Newman

Giochi per bimbi: manetico

 L’anno scorso avevo comprato al nano junior una confezione di costruzioni calamitate, ma non avrei mai creduto che avrebbero riscosso un tale successo; ammetto che appena ricevute nè lui e nè la sorella li hanno degnati di grande interesse ma le mie brave costruzioni non si sono dichiarate sconfitte aspettando con calma il momento della loro riscossa che è finalmente arrivato. I miei figli adorano i manetico tanto che dopo l’ennesima lite sono tornata  alla città del sole, ho preso il box grande e con mia grande soddisfazione si divertano un mondo!
Io non amo molto i giocattoli di plastica, colorati e rumorosi tipo chicco, a volte li trovo inutili perchè mi sembra che non stimolino abbastanza la fantasia dei bimbi. Adoro invece i giochi semplici e in legno di ogni forma e colore e le costruzioni. In casa abbiamo ogni genere di costruzione ma queste calamitate hanno riscosso grande successo quindi ve le consiglio se volete ampliare il vostri parco costruzioni o fare un regalo sicuramente graditissimo

Sanremo, San Faustino e tutto il cucuzzaro.

Io il post su san Valentino non l’ho voluto fare, ma vi pare che non facevo quello su san Faustino? Intanto aggiorno chi di voi non lo sapesse che il 13 febbraio anche gli amanti hanno avuto la loro giornata. In fondo pure loro amano e qualcuno ha ben pensato di dar loro un giorno per festeggiare. Quindi, riepilogando abbiamo: il 13 la giornata degli innamorati amanti, il 14 il giorno degli innamorati ufficiali e oggi, 15 febbraio, la giornata dei singles. Tutto accontentati tranne chi le corna le riceve, quindi propongo di nominare il 16 febbraio la giornata dei cornuti che mica è giusto discriminarli no?

Tanti dicono che chi non festeggia san Valentino é perchè é accoppiato e quindi ha facoltà di scelta, io invece l’ha detestato anche da singles. Lo so che tutte le feste sono commerciali ma questa lo è di più. Detesto entrare nel negozi e vedere tutti quei cuori che mi guardano oppure andare al ristorante e vedere coppiette che si guardano con gli sbrilluccicosi. Ho letto in giro che nei paesi anglosassoni è più la festa di chi si vuol bene e già così forse mi andrebbe bene, ma i baci perugina li detesto. Sarebbe più carino fare  tanti bigliettini da dare alle persone a cui si vuole bene, e magari chiamare quell’amica che non chiamiamo da tanto per dirle che le vogliamo bene.
E san Faustino? Ma che idea è di festeggiare chi è singles? Che magari già uno si sente sfigato perchè non accoppiato, riesce a passare indenne la giornata del 14 e zac si ritrova immersa in una giornata in cui tutti ti ricordano che non hai nessuno. Magari sti poveri cristi hanno tentato il suicidio guardando sanremo ieri sera, soli, piangendo guardando Celentano e i finti blues brothers ( che tristezza), in pigiama, aspettando che l’orologio arrivasse a mezzanotte e invece si alzano e qualcuno fa loro gli auguri di san Faustino! E no questa è cattiveria.
Scusate ma vi inserisco una piccola parentesi sanremese. Ma sono forse impazziti gli autori del festival? Io sono arrivata a Celentano e poi, dopo che il televisore ha tentato la fuga, ho capito che era troppo. Ho pensato di guardarlo per rimirare le sempre diverse scenografie  e le grandi mani di Morandi, ma quando ho visto Pupo con gli occhiali neri non ho retto. Non si potevano guardare. Chiusa parentesi.
Vogliare parlare poi della festa degli amanti? Di una tristezza infinita, non solo perchè già è brutto essere un’amante, ma festeggiare questa condizione mi sembra un pò troppo. E poi chi ci pensa a chi le corna le riceve, agli ignari che stanno lì tutti contenti e magari stanno per essere lasciati? Quindi io propongo di dedicare a loro il 16 febbraio perchè le discriminazioni sono sempre brutte, specialmente quelle in amore!

Condividiamo il cuscino?

sofia ad 1 mese di vita

Una cosa ho capito da quando sono diventata mamma, non esistono regole che vadano bene per ogni bambino. I miei due figli sono completamente diversi, la grande ha iniziato a dormire tutta la notte prima dei tre mesi, il piccolo invece ancora non lo fa. Ovviamente tutti sanno meglio di te cosa è meglio per i tuoi figli quindi, non appena si nomina la parola “sonno” fioccano consigli su consigli che a volte non sono nemmeno graditi. Guai a dire che li fai dormire con te, immagini apocalittiche di figli maggiorenni che dormono in mezzo a papà e mamma si profilano davanti ai vostri occhi, e voi genitori sarete additati come i responsabili di non si sa quali traumi per non aver lasciato a vostro figlio l’indipendenza.
 La cosa strana é che di solito le persone che hanno la fortuna di sciorinare le loro esperienza di solito hanno avuto figli che hanno dormito da subito quindi non hanno sperimentato quanto possa essere devastante su una persona la mancanza di sonno. Non dormire ti può trasformare in una persona arrabbiata con il mondo intero perchè non dormire può fare diventare isteriche (esperienza diretta) e niente è peggio di affrontare una nascita con una psiche isterica!
Nana senior ha dormito tutta la notte quasi subito, per cui per lei non è mai esistito il problema del sonno condiviso. Tutt’altra storia è stata l’entrata nelle nostra vita di nano junior. Lui è stato allattato al seno per cui la cosa più normale è stato farlo dormire nel lettone per evitare le alzatacce notturne e devo dire che la cosa mi è molto piaciuta. Edo ha passato il primo anno di vita attaccato a me tipo il cucciolo del koala, era sempre nella fascia e mi seguiva ovunque, per cui farlo stare con me anche la notte è stata una naturale conseguenza. Sul sonno condiviso si sentono le opinioni più disparate ma quello che posso dire io è che dormire insieme al mio piccolo di pochi mesi è stata una delle cose più belle che abbia vissuto. Lui era lì con il suo respiro caldo che mi solleticava il viso ed ogni tanto la sua manina mi cercava e l’allattamneto ne ha giovato perchè in pratica neanche mi svegliavo essendo il piccolo già attaccato a me. Ho letto che i neonati si tranquillizzano anche solo sentendo l’odore della loro mamma ed è bello pensare di aver regalato  a mio figlio dei sogni sereni.
Molti affermano che i bambini abituati al lettone non andranno più via e vi posso assicurare che non è vero. L’importante è fare quello che ci si sente di fare, le opinioni degli altri non contano. Il sonno condiviso è una dolce esperienza e vi resteranno dei bei ricordi.

questo post partecipa al blogstorming

Il granchio con lo streptococco

Tutti quelli che hanno figli sanno che esiste una top ten di domande che vorremmo sentirci fare il meno possibile. E mica perchè siamo asociali, (beh magari qualcuno lo è ma non è il mio caso) ma perchè superato un certe numero ogni cosa chiesta diventa pesante. Nano junior compirà 3 anni a maggio ed ancora non parla bene, nel senso che non fa discorsi e certe parole come mela non la dice bene, ma dice perfettamente streptococco e granchio. Questo per dire che ogni mamma sa che ogni bambino ha i suoi tempi ed è pressochè inutile il confronto con gli altri coetanei ma, nonostante questo, sono sempre bocche materne a domandare certe cose:

  1. gattona?
  2. cammina?
  3. ancora allatti?
  4. parla?
  5. e se parla, che dice?
  6. dorme tutta la notte?
  7. ancora il ciuccio?
  8. mangia da solo?
  9. già al nido???
  10. ancora il biberon?

Certo potrebbero risultare domande normali, e in effetti lo sono, ma quello che manca alla lingua scritta è l’incapacità di tradurre in parole espressioni facciali e toni di voce. Sarebbe bello riuscire ad accompagnare queste 10 domande alle espressioni viste sul viso di alcune mamme, mamme che non capiscono che il confronto deve essere bipartisan perchè, se è a senso unico la domanda sarà velata e il giudizio incombente. Ci sono donne che, pure essendo bravissime a crescere la prole, non vivono bene eventuali giudizi, quindi invito tutte a pensarci bene prima di usare una certa inflessione accompagnata ad una domanda normale. Sarebbe bene ricordare sempre che ogni bambino è un universo a sè, e come universo, ha le sue regole che vanno rispettate.
Il nostro bambino deciderà da solo quando iniziare a camminare invece che strisciare per casa, e capirà il momento giusto per parlare per farci capire ciò che vuole dire. Non ci accaniamo con una tempistica che non appartiene alla normalità, rispettiamo il nostro bambino e i suoi tempi e circondiamolo di serenità che è l’unica cosa che conta.

L’almanacco del lunedì

Buongiorno mondo, oggi è lunedì e vi tocca l’almanacco!
Avete seguito i consigli nei giorni passati? Io si, con il pane e con il taglio capelli dei piccoli. In effetti il piccolo non si è tagliato i capelli, è stato tenuto fermo su una poltrona mentre un povero ragazzo terrorizzato cercava di fare il suo lavoro senza spargimenti di sangue, ed ha rischiato più volte di essere ucciso visto che i movimenti alla esorcista non facilitano chi ha in mano una forbice.
Veniamo ai consigli della settimana:

  • orto e giardino: da lunedì 13 a lunedì 20 lavorate e concimate il terreno. Sempre se riuscirete a trovarlo il terreno visto che quasi tutta Italia è sommersa di neve. Potrete inoltre potare gli arbusti e le siepi, sempre se non si sono auto potati come quelli vivono casa mia che non hanno retto la neve e si sono suicidati. Dal 22 al 26 seminate i fiori. Vabbè lo ammetto è una battuta, quale pazzo si metterebbe a fare lavori fuori con questo freddo? Io certamente no, sono troppo freddolosa e il mio pollice verde non è proprio verde, è uno strano color fango tendente al terra bruciata quindi mi tengo le dita (che non si congeleranno) e il balcone spoglio;
  • legna : dal 13 al 20 chi si vorrà riscaldare potrà farlo tagliando alberi. Voi si che siete atletici! Dal 22 al 26 al via con la legna da ardere, volete mettere la magia di accendervi il camino con la legna tagliata da voi stessi. A me piacerebbe avere un camino, e leggere la sera bei libri accoccolata con una coperta con quel bel tepore del fuoco e i capelli che puzzano di fumo. Io cmq ci sto accoccolata sotto il plaid, anche perchè è l’unico modo per non morire assiderata nel mio salone dalle temperature glaciali;
  • pane: sono giorni consigliati per la panificazione il il 13, 14, 18 21 e 22. Il resto dei giorni pane duro ovvio 🙂
  • marmellate: per le conserve i giori consigliati sono i giorni che vanno dal 18 al 22, quindi se verrete presi dalla frenesia del barattolo sottovuoto potrete farlo solo in questo giorni;
  • dentista: giorni consigliati per le torture dentistiche sono il 14,17,18,19 e 20. Se siete già impegnati in questi giorni per queste due settimane siete salvi.(e poi non dite che non vi voglio bene!)
  • capelli: mai. No dico, ma vi sembra normale che non ci sia un solo giorno in 2 settimane in cui io possa andare? E adesso? Va bene che fa freddo e ci stanno i cappelli che tutto nascondono ma le mie punte bicolor escono anche dal cappello. D’altronde se l’almanacco dice che non ci posso andare, non ci posso andare; vorrà dire che passerò queste due settimane alla ricerca del taglio perfetto per il mio viso!
  • digiuno:  ebbene si, sono tornati i giorni del digiuno. Io stavolta vorrei farlo per almeno 2/3 giorni, così per vedere l’effetto che fa, e per disontossicarmi dalle schifezze che ogni tanto mangio. Non proprio schifezze eh, ma fette di pane con pomodoro, olio e sale non sono di certo dimagranti no? Lungi dai miei commenti chi dice che mangia e non ingrassa perchè 1) perchè difficilmente ci credo 2) perchè vi invidio tanto. Chi lo farà me lo dica perchè voglio verificare se è vero che si possono avere allucinazioni!

Buon almanacco a tutti!

ps vi lascio un link interessante http://www.dietaland.com/alimentazione-intermittente-digiuno/7722/

Mary Poppins a chi?

Quando sei piccola e guardi Mary Poppins rimani a bocca  aperta nel vedere uno specchio uscire dalla sua borsa, poi cresci e capisci che non era magia…Mary Poppins era una donna!
Io potrei uscire con una maglia stropicciata (fatto), con i capelli in disordine (ho una collezione  di cappelli), non truccata (occhialoni fescion d’ordinanza) ma mai senza la mia borsa.
Ne ho davvero tante, le tratto bene, mi durano anni ed ognuna mi ricorda qualcosa. C’è la bellissima donna karan comprata a Copenaghen in viaggio di nozze, la viola di Etro regalo dei miei 30 anni, quelle che compro on line perchè quella borsa color malva non potevo non averla e poi ci sono quelle che non uso ma chissà un giorno se torneranno di moda.
Posso tagliare qualsiasi spesa superflua ma le borse no. Le borse sono il mio mondo, sono un’appendice a cui non posso rinunciare. Mi ci aggrappo quando passando in mezzo alla gente mi vergogno, ci metto il libro del comodino quando vado in metro, la riempio di giocattoli salvaisteriaminorenni quando vado in posti poco family-friendly ed è il posto dove sono sicura di trovare quel paio di orecchini che non trovo da chissà quanto tempo. Per non parlare di quando viaggio e si trasforma in una 24 ore, rendendomi pronta a qualsiasi incidente, pure ad un naufragio sull’isola di Lost. In effetti l’unica cosa che mi manca è qull’aggeggio che accende il fuoco, forse si chiama acciarino o una cosa del genere. Ma prima o poi lo troverò e sarete i primi a saperlo.
Io capisco qualsiasi scelta di moda ma una cosa che non capisco è come una donna non possa amare le borse, come si fa a non amare un affare dove porti dentro il tuo mondo? E che per di più arricchisce e rende carino anche il più semplice dei cappottini? E non si tratta di spendere tanto perchè anche un sacchetto di juta può diventare bello se portato bene. Ogni cosa che viene scelta con amore e che ci fa stare bene ci rende più belli e felici. Io le mie borse le amo, le scelgo con cura e le rimiro tutte lì (un pò ammucchiate) con grande affetto. E quando faccio ordine, raramente in effetti, mi piace trovarci dentro reperti che mi ricordano eventi passati come biglietti del treno, il calzino di ricambio del piccolo e il ciuccio che non usa più, la bic dorata (bellissima) regalo del mio adorabile marito, ma la cosa che più mi piace è sentir sul viso quel sorriso che nasce da un’emozione legata ad un ricordo.

questo post partecipa al contest di adry

Olio d’oliva: un beauty alleato

Lo ammetto, ci sto prendendo gusto a sperimentare prodotti hand made. E cosa c’è di più casalingo dell’olio che abbiamo in cucina? Direi nulla!Ammetto che non è il massimo pensare di spalmarsi con la bocciona dell’olio ma volete mettere la soddisfazione di avere ottimi risultati con zero spese? L’olio di oliva è ricchissimo di sostanze nutrienti e vitamine che lo rendono un alleato prezioso per la nostra pelle e basta davvero poco per utilizzarlo come nostro “amico”. Magari potremmo trasferire un pò d’olio in una boccetta carina da tenere in bagno così saremmo più invogliate ad utilizzarlo 🙂

  • massaggiamolo sul corpo prima del bagno, aspettiamo che la pelle lo assorba e si creerà una specie di pellicola che proteggerà la nostra pelle dal calcare dell’acqua, rendendola al contempo idratata e morbida;
  • maschera viso, un cucchiaino di olio unito ad uno di miele e ad un tuorlo d’uovo, applicati sul viso per almeno 15 minuti. Questa maschera è super idratante ed è consigliata una volta al mese per le pelli normale e una volta alla settimana per quelle secche;
  • peeling corpo, si mette in una tazzina 15 cucchiai di olio con 10 di sale fino, si mescola il tutto e si strofina su il corpo. Dopo essersi “peelingate” segue una doccia;
  • impacco capelli, possiamo fare degli impacchi di olio per nutrire e lucidare i capelli su tutta la lunghezza. Se i capelli sono secchi e aridi si può appliocare anche sulla cute, altrimenti è meglio evitare. L’olio di oliva svolge al meglio la sua funzione se riscaldato, quindi una volta applicato coprire il tutto con la pellicola, passarci il phon a temperatura non troppo alta, lasciare agire da 10 a 20 minuti e procedere al risciacquo. Per un impacco rigenerante lasciare agire 2 ore o anche una notte intera.

La sciura si ritira. Buoni esperimenti a tutti!

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