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Archivio per la categoria “pensieri”

Mille famiglie più una

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Oggi giornata uggiosa, con muse come sottofondo e pc davanti alla finestra ho deciso di affrontare un tema che mi sta a cuore.
Mettiamo una famiglia al parco, due genitori che giocano con il figlio con la palla, a rincorrersi per i prati e magari, perchè no, aggiungiamo anche un cane. Ora mettiamo che quella famiglia sia composta da due papà o due mamme, voi come reagireste?
L’altro giorno su twitter the queen father ha fatto questa domanda “una famiglia come la nostra come vivrebbe in italia?”. Per chi non lo sapesse Marco è italiano, abita a londra con suo marito e suo figlio nato da una madre surrogata. Voi cosa avreste risposto?

Io ho risposto che incontrebbero tanta ipocrisia ma le persone intelligenti capirebbero che loro sono una famiglia, anche se un pò diversa dall’ordinario.
Per la cronaca io sono credente, sposata in chiesa ed ho due figli, ma perchè la mia famiglia gode di certi sguardi e quella di Marco no? Quando si è deciso che il conformismo è l’unico modo di vivere “giusto”? No, perchè secondo me non lo è. E la libertà di essere quello che si è dove è finità? Vale fino alla curva certo, quando i nostri occhi abituati alle famiglie normali non si vanno poi a scontrare con scelte di vita che meriterebbero tutta la nostra ammirazione per il coraggio che serve ad affronatre i giudizi altrui.
Io credo che ci sia tanta ipocrisia davanti a certe scelte, magari quando si parla in astratto tutti siamo i più liberali, salvo poi alzare le mani quando si parla di adozione da parte di famiglie composte da persone dello stesso sesso. Come se noi potessimo decidere chi sa amare meglio e chi peggio.
Riconosco che sono temi delicati e che ognuno in base alla propria educazione e sensibilità è portato a “giudicare”, ma allora sarebbe molto meglio essere sinceri da subito, si sarebbe sicuramente apprezzati di più. O magari, a volte, sarebbe meglio non parlare e basta.
Una famiglia normale che cerca un figlio per anni ha tutta la nostra comprensione, ma se due persone che si amano e stanno insieme da anni decidono di crescere e amare un figlio non va bene perchè magari il modello che trasmettono al figlio non è “normale”. Ma se un bambino ha solo bisogno di amore incondizionato per crescere bene dove sta scritto che l’amore non possa venire da due xx o da xy?
Siamo abituati a vedere l’omosessaule come la macchietta di cui ridere, come nelle performance dei soliti idioti, ma se foste voi al posto di Marco non reputereste sbagliato lo sguardo di disapprovazione davanti alla sua famiglia? Siamo tutti bravi fin quando le questioni rimangono nel giardino dei vicini, ma immaginiamo ogni tanto che queste sono questioni universali come universali sono l’amore e i diritti a formarsi una famiglia.
Io conosco Marco solo virtualmente, attraverso la sua pagina, ma credo che sia una bella persona, che ama alla follia suo figlio e suo marito e sarei davvera orgogliosa di conoscerlo perchè sono sicura che lo apprezzerei ancora di più.
Cerchiamo di superare le nostre paure e, forse, contribuiremo a rendere la società un posto migliore.

ps. vi invito a leggere questo bel post scritto da sononera

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L’amore delle fiabe vs realtà

Avete mai notato quanto sia facile l’amore nelle fiabe? E non parlo del contorno di guai che possono accadere, ma proprio del sentimento. L’amore  a prima vista esiste eccome in quel mondo, la nostra eroina incontra il bel principe, nenache il tempo di guardarsi negli occhi ed ecco l’amore che nasce e dura pure per sempre!Il principe magari ha solo sentito parlare di una donzella in difficoltà e già è innamorato di lei e la sposa pure. Fiabe appunto, perchè nella vita reale mica funziona così; nella realtà l’amore a prima vista magari ti capita quando stai al liceo e pensi che il ragazzo conosciuto sui banchi sarà l’uomo della tua vita, salvo ricrederti dopo anni di fidanzamento e lasciarlo, oppure all’università quando senti di poter dominare il mondo, salvo poi ricrederti un pochino.

Nella vita è tutto più complicato, trovare la persona giusta per noi è un’impresa titanica, il dubbio che mi sorge è se siamo noi che abbiamo complicato le cose. Appuntamenti su appuntamenti, critiche su tutto, aspettative esagerate quando in fondo per il cuore sarebbe tutto più facile: farfalle nello stomaco si può provare, no farfalle nello stomaco lasciare perdere.
Quante storie finite male si sarebbero potute evitare ascoltando il nostro istinto? E non parlo delle storie adolescenziali ma di quelle da adulti quando magari il rapporto ti porta a progetti seri e magari figli. Alzi la mano che non ha mai pensato notando un difetto dell’amato “si ma poi lo farò cambiare io”. Dlin dlon comunicazione di servizio: le persone non cambiano. Quante volte sentiamo di storie che finiscono dopo anni accompagnate da “lui è davvero cambiato”. Ma si cambia davvero? Dopo anni che si sta insieme cosa cambia? Magari a cambiare è solo la nostra percezione di chi abbiamo accanto, il povero xy è rimasto sempre uguale ma noi vorremmo che la magia dei primi appuntamenti durasse anni. La magia  svanisce, ma forse apprezzare la quotidianità renderebbe felici lo stesso; magari chi la quotidianità non l’ha anela ad essa ogni istante. Io ci credo poco al cambiamento, si cresce è vero e si matura, ma cambiare è un termine che secondo me é abusato. Secondo me sarebbe semplice ammettere che, a volte, l’amore finisce e punto. Non sempre ci sono vittime e carnefici e trovarle non renderà più facile la separazione. Stiamo tutte lì a leggere fiabe su fiabe, con questi principi che salvano sempre la povera ragazza e l’amano in eterno, la verità è che siamo state traviate. Io già la vedo mia figlia con gli occhi a cuoricino guardare i baci di cenerentola & co, ma se nella vita non succederà nulla di eclatante ma sarà solo una bellissima semplice vita lei come ci rimarrà?
Sognare è bello, ma ascoltare troppe fiabe nuoce alla salute amorosa.

Leggendo e pensando

Quando porto i bimbi al mare stacco un pò la spina da tv, internet e cellulare e quindi divoro libri su libri che in periodi normali non avrei tempo di leggere. Ogni anno penso che ogni tanto farebbe bene allonatanarsi un pò dalla rete ma poi ci ricasco sempre perchè in fondo la adoro. Quest’estate ho letto un bel libro, anzi divorato perchè era tale la curiosità di finirlo che l’ho letto in due giorni, ma a parte il libro che è davvero bello mi è piaciuta la dedica dell’autrice al padre, che ho trovato così particolare da volerla segnare in uno dei tanti taccuini che porto con me e che uso per non far scivolare nell’oblio pensieri e parole.
A mio padre, David Newman: il padre più intelligente, divertente, testardo, generoso che una ragazza possa mai sognare di avere. Mi ha insegnato a conoscermi e a non badare a quello che pensano gli altri. Mi ha dato i film di Woody Allen, i libri di serial killer, il mangiare garofani nei ristoranti indiani, la sindrome della gamba irrequieta, i sandwich con l’insalata, i cammelli che mordono, l’ateismo, i sabati nelle vecchie chiese e i panini dolci pasquali.
Non so dirti quanto ti voglio bene.
Io l’ho trovata bellissima, leggendola ho pensato che vorrei che i miei figli pensassero la stessa cosa di me. Vorrei dargli l’autonomia di pensiero e la libertà di agire senza curarsi delle opinione altrui; la gioia di viaggiare solo con uno zaino e la curiosità intellettuale; la capacità di adattamento e la voglia di conoscere gente diversa. E vorrei che loro comprendessero che siamo tutti uguali e che l’amore può essere ovunque.
Ma io mica credevo che essere genitore fosse così difficile, tutto ciò che fai e che dici ha una conseguenza…speriamo di non fare troppo danni!
Cmq se uno dei miei figli dovesse prendere il gene nonnesco e scrivere un libro ecco la dedica che mi piacerebbe:
A mia madre, amica, educatrice e cuoca unica nel suo genere. Mi hai fatto viaggiare con Salgari, amare il rock, rotolarmi nell’erba. mangiare xiao mai, apprezzare le stranezze. Grazie per avermi fatto capire che essere particolari è una ricchezza e che la normalità non sempre è rassicurante. Grazie per essere stata la mia mamma.

ps. il libro è “il college delle brave ragazze” di Ruth Newman

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