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Archivio per la categoria “vita da mamma”

Il granchio con lo streptococco

Tutti quelli che hanno figli sanno che esiste una top ten di domande che vorremmo sentirci fare il meno possibile. E mica perchè siamo asociali, (beh magari qualcuno lo è ma non è il mio caso) ma perchè superato un certe numero ogni cosa chiesta diventa pesante. Nano junior compirà 3 anni a maggio ed ancora non parla bene, nel senso che non fa discorsi e certe parole come mela non la dice bene, ma dice perfettamente streptococco e granchio. Questo per dire che ogni mamma sa che ogni bambino ha i suoi tempi ed è pressochè inutile il confronto con gli altri coetanei ma, nonostante questo, sono sempre bocche materne a domandare certe cose:

  1. gattona?
  2. cammina?
  3. ancora allatti?
  4. parla?
  5. e se parla, che dice?
  6. dorme tutta la notte?
  7. ancora il ciuccio?
  8. mangia da solo?
  9. già al nido???
  10. ancora il biberon?

Certo potrebbero risultare domande normali, e in effetti lo sono, ma quello che manca alla lingua scritta è l’incapacità di tradurre in parole espressioni facciali e toni di voce. Sarebbe bello riuscire ad accompagnare queste 10 domande alle espressioni viste sul viso di alcune mamme, mamme che non capiscono che il confronto deve essere bipartisan perchè, se è a senso unico la domanda sarà velata e il giudizio incombente. Ci sono donne che, pure essendo bravissime a crescere la prole, non vivono bene eventuali giudizi, quindi invito tutte a pensarci bene prima di usare una certa inflessione accompagnata ad una domanda normale. Sarebbe bene ricordare sempre che ogni bambino è un universo a sè, e come universo, ha le sue regole che vanno rispettate.
Il nostro bambino deciderà da solo quando iniziare a camminare invece che strisciare per casa, e capirà il momento giusto per parlare per farci capire ciò che vuole dire. Non ci accaniamo con una tempistica che non appartiene alla normalità, rispettiamo il nostro bambino e i suoi tempi e circondiamolo di serenità che è l’unica cosa che conta.

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Parola di mamma

Domenica ho saputo di avere vinto il contest lanciato da Antonella di la voce delle mamme e ieri mattina mio padre mi ha chiamato dicendomi che il racconto era stato pubblicato su donne magazine. Ovviamente io sono stata senza connessione per tutto il giorno e quindi mi sono potuta emozionare solo ieri sera (grazie Murphy).
Ora vorrei postarvi quello che Antonella ha giù pubblicato, ma visto che sono troppo contenta, posto pure io. Spero che vi piacerà leggerlo come a me è piaciuto scriverlo.

Panico. Ecco cosa ho provato alla vista delle due lineette del test di gravidanza. E non perché io non volessi diventare mamma, ma perché per quanto desiderato un figlio mette un punto nella tua vecchia vita e apre un nuovo capitolo che durerà per sempre. L’altro giorno mi sono resa conto che il rapporto con i figli è un vero rapporto d’amore e per me quel rapporto è iniziato quando ho incrociato i loro sguardi per la prima volta. La natura ci dà nove mesi per abituarci e noi iniziamo ad amare quell’esserino da subito, impariamo a parlargli, gli facciamo sentire la musica che a noi piace, compriamo vestitini adorabili, già lo immaginiamo diventare grande, ma niente ci prepara alla tempesta di emozioni che avviene quando quell’esserino ci viene dato in braccio per la prima volta. I miei bimbi appena nati non hanno quasi pianto e la prima cosa che hanno fatto è stata guardarmi mentre io guardavo loro; ed è stato in quell’attimo che ho capito che l’amore a prima vista è possibile.

Essere mamma mi ha cambiato dentro, ha cambiato il mio modo di vedere la vita e di viverla, mi ha fatto diventare più intransigente verso l’arroganza e la maleducazione e mi ha regalato la voglia di migliorare il mondo in cui vivo. Non so se sono una persona migliore o peggiore rispetto a prima, quello che so è che mi piace più la mia versione mamma e donna. Non è facile essere una mamma ma per certi versi è facilissimo; lo è nella misura in cui ti rendi conto che non esistono regole scritte ma seguire il cuore e l’istinto aiuta più di qualsiasi manuale, e non importa quanti sbagli farai perché ogni singolo sbaglio sarà fatto con la convinzione di fare del proprio meglio e questo è quello che conta.
La sera, a volte, entro in camera e li guardo dormire e penso a quello che faccio, a come li sto crescendo e mi rendo conto di avere paura. Paura di sbagliare, paura di non essere la loro “madre perfetta”, di non saper capire le loro inclinazioni e di non saperli accompagnare bene durante il loro percorso di vita. Poi rifletto e capisco che forse il trucco sta nel crescere insieme, costruendo una torre altissima per dimostrare loro che niente è impossibile, facendo i compiti insieme perché sbagliando si impara, leggendo loro le favole perché niente è più bello che sognare e quando cresceranno, innamorandomi insieme a loro perché l’amore è più bello se condiviso.
Vorrei essere la mamma che insegna loro a correre liberi, aiutandoli a rialzarsi se cadono, quella che li aiuta a considerare gli ostacoli della vita come momenti di crescita e che insegna loro che le diversità delle persone ci arricchiscono, e quando cresceranno sarò lì ad asciugare le lacrime per la prima delusione d’amore e mi troveranno sul divano ad aspettarli di ritorno dal primo concerto.
La vita di una madre è piena di emozioni, sogni, paure e aspettative e nessuno ci dirà mai se stiamo facendo la cosa giusta, perché in realtà la cosa giusta non esiste.
Non so se riuscirò ad essere la mamma che vorrei essere, quello che so è che farò del mio meglio per diventarlo.

Palinsesto e sabato sera

La televisione e sky sabato sera mi fanno venire da piangere. Ma due poveri genitori con vita sociale pari a zero, e quando dico “0” intendo che  due vecchietti in ospizio sono più attivi di noi, cosa devono fare il fine settimana? A volte si invitano amici  ma capitano delle volte che si è soli a casa, ci si mette in tuta (si, indosso la tuta, problemi?), ci si sdraia sul divano e si accende la tv, pieni di felicità per non dover guardare dora o peppa pig, e cosa trasmettono? Niente!
E poi, sempre ringraziando chi si occupa del palinsesto, ancora serendipity? ma basta! Posso anche immaginare che certe film non vadano in prima serata ma perchè mandarli in onda alle 3 di notte? perchè trasmettere sempre le stesse cose, trite e ritrite?
Io ormai sono in ostaggio del canale disney junior, conosco a memoria le sigle di TUTTI i cartoni, Ottudols (come si scriverà?) aiuta anche me nel problem solving quotidiano, ma perchè io non ho nessun diritto su quella televisione? Perchè mandare e rimandare sempre gli stessi film? No perchè a me “via col vento” piace, ma dopo la decima volta, quando inizio a doppiare Vivien Leigh, capisco che forse è ora di smettere.

Mi costringono alla fine a guardare Gambero Rosso, con lo stuolo infinito di cuochi e cuoche che propinano ad ogni ora del giorno piatti meravigliosi, e quindi sto lì a scrivere ricette e mi devo difendere da questi attentati alla linea perchè io le cose alla fine le mangio. Oppure mi guardo i canali dei viaggi e  peggioro la situazione perchè mica posso viaggiare, no! Guardo questi splendidi posti in giro per il mondo e penso che chissà se un giorno ci andrò anche io.  E poi il mio preferito, voi lo guardate mai “orrori da gustare”? Ci sta questo Andrew Zimmer che mangerebbe anche una carcassa di cammello se gli dicessero che fa parte della cultura del luogo; si è mangiato l’inverosimile che solo a guardarlo viene da vomitare, figuriamoci ad ingoiare! Ma visita dei posti così belli che se mai andrò in posti come il Laos una ciotola di formiche fritte me la mangerò pure io.
Per non parlare di “cercasi casa disperatamente”, queste povere coppie, distrutte dall’impossibilità di cercare da soli una casa dove abitare, annientati dallo scegliere tra proposte stupende e riconoscenti di aver trovato sulla loro strada una fastastica coppia che li aiuterà nell’acquisto della loro casa.
E poi lui, il supremo e inimitabile Bear Gryll. Lui che inizia la puntata lanciandosi con un paracadute, lui che troverebbe acqua da bere anche dentro la barbie di mia figlia e in confronto Mac Gyver ero un novellino. E’ lui che bisogna guardare perchè così, se mai dovesse capitare di perdersi nella foresta amazzonica sapremmo cosa fare e moriremmo più felici tra le fauci di un coccodrillo sapendo però di aver bevuto solo acqua potabile!
Lancio qui un appello: trasmettete qualcosa di decente il sabato sera, ve ne prego! Non tutti apprezzano Maria De Filippi (come sono stata politically correct!) et similia.
Fatemi rilassare sul mio bel divano con un film che sia decente e del quale, possibilmente, non sappia già le battute a memoria. Fatemi andare a letto contenta!

Cronache di una madre stordita

Mia madre mi rimprovera sempre perchè dice che non mi curo abbastanza e bla bla bla e la mia risposta a questo è sempre stata un’alzata di spalle. Io non ho mai perso tanto tempo davanti allo specchio, ho dei superpoteri io, e riesco a truccarmi anche senza specchio…e non è una battuta! La verità è che non mi va di stare a perdere tempo e quindi faccio l’indispensabile e, se proprio non mi va neanche quello, indosso occhiali e cappello. Tra l’altro, nonostante mi piaccia molto vestirmi bene, a volte mi paicerebbe anche uscire così, con gli abbinamenti a casaccio, senza stare troppo a pensare a quello che dice la gente. Ma li avete mai visti i bimbi dei cartoni inglesi tipo teletubbies? Ecco vorrei vestirmi con due colori che non azzeccano niente tra loro, metterci dei calzini che neanche uno cieco e abbinarci delle scarpe che Jimmy Choo potrebbe anche avere un infarto nel vedermi.

In verità ogni tanto, quando vado a buttare la spazzatura la sera non resisto ed esco in pigiama…che goduria! Che tra l’altro funge anche da tecnica anti stupro perchè, diciamocelo, non è che io indossi baby doll di seta per andare a dormire.
Vabbè, dopo questo prologo da logorroica, vi racconto quello che sono riuscita a fare oggi.
Dopo aver passato un’ora a vestire i nani che scappavano in ogni dove tranne nella stanza con i loro vestiti, guardando l’orologio mi sono accorta che era un pelino tardi e aprendo l’armadio mi sono infilata la prima maglia della pila, poi ho afferrato il giubbotto e  sono uscita. Al centro commerciale ci stavano tipo 65 gradi e quindi il piumino è stato tolto e la sottoscritta ha girato allegramente per i negozi senza accorgersi di aver indossato il maglione al contrario! Cioè vi rendete conto? Non si può uscire con l’etichetta in bella vista, che poi se qualcuno si fosse avvicinato un poco avrebbe scoperto anche nome e cognome perchè, come se non bastasse, ci stava attaccata l’etichetta della lavanderia. Parliamone. Ma quanto sono stordita?
Alla fine non mi resta che alzare il telefono, chiamare mia madre e raccontarle tutto cosicchè io possa sentire la frase che più amo “te lo avevo detto”.

Ricordi lontani da primipara vicina al parto

Ieri parlando con un’amica mi è tornato in mente il corso preparto, ricordi lontani di una me con addosso 20kg di più, piedi simili a cotechini, andatura da nonna papera e tanta voglia di partorire.
Mi ricordo 20 mamme, tutte ciccione (ah no eravamo solo incinte), tutte sedute in posizioni stranissime cercando di stare comode, con questa ostetrica che parlava del parto come di una passeggiata. Mi ricordo esercizi di rilassamento che non mi rilassavano in quella stanzetta, figuriamoci mentre imprecavo sul lettino della sala travaglio partorendo senza epidurale!
E la cosa bella che io quasi le ho creduto!

Sono stata bravissima ed ho svolto i compiti a casa con grande precisione, sotto lo sguardo perplesso di mio marito che si chiedeva se ci credessi veramente. Ci credevo. Ho preparato la mia borsetta e, secondo indicazioni, ho messo dentro:

  • caramelle con zucchero, quelle buone morbide ai gusti di frutta per tenerti carica. Le ho mangiate quasi tutte prima di entrare in sala travaglio…mica potevo far nascere nana senior con una voglia di fragola sulla faccia no?
  • mazzo di carte…utilissimo. “da usare per non annoiarsi durante le contrazioni” Eh? Secondo voi quanti solitari ho fatto?Esatto, nessuno. Però ho pensato di usarlo come arma contro l’infermiera che mi diceva che urlavo troppo (nb. stavo per partorire da sola e nessuno se ne era accorto);
  • lettore con musica da ascoltare. Non pervenuto.
  • antistress…ahahahhah. Mi chiedo se l’ostetrica abbia mai partorito;
  • un libro. Giuro che l’ho messo in borsa ed ho pure cercato di leggerlo ma non riuscivo a tenerlo dritto mentre mi contorcevo. Però giuro che c’ho provato.

A parte gli scherzi, il corso preparto è utile perchè ti aiuta ad avvicinarti psicologicamente al momento fatidico, ti fa conoscere tante mamme e ti permette di condividere dubbi che ti tengono sveglia la notte. Io gli ultimi due mesi prima di partorire li ho passati sveglia, seduta con due cuscini dietro la schiena, con il fidato maalox sul comodino e tanti pensieri che mi frullavano in testa e condividere dubbi e domande durante quegli incontri è stato utile.
Il secondo parto l’ho affrontato senza corso (e sempre senza epidurale sigh!) ma almeno sono arrivata preparata al dolore che si prova e senza la borsetta piena di caramelle e mazzi di carte!
Corso o non corso la verità è che niente ti prepara al momento magico della nascita di tuo figlio, si possono leggere libri, parlare con le altre mamme, drogarsi con “reparto maternità”, ma niente ti fa immaginare quei momenti, niente si avvicina alla magia del vostro primo sguardo, uno sguardo d’amore che durerà per sempre.

What’s sesso?

Quando tua suocera inizia a fare battute di tipo sessuale capisci che sei finita. La tua vita sessuale ha bisogno di una svolta, è uno di quei messaggi dell’universo che non si possono non cogliere. Bisognerebbe vietare per legge alle suocere di parlare di sesso; cioè non è normale sentire l’esigenza di fare una battuta alla donna che lo fa con tuo figlio no? Specialmente se dopo la prima volta la suddetta, in versione camaleonte del madagascar, assume tutti i colori del cartone “my little pony”!
Voglio dire già è dura accorgersi di quanto la vita sessuale cambi dopo i figli (le donne che trovano esagerata questa frase sono pregate di lasciar perdere la lettura e tornare al prossimo post) ma se devo affrontare anche le battute della famiglia no, è troppo!

Questo è un argomento che potrebbe seriamente minare la fiducia in me stessa, va bene scherzare con la mia amica (ciao vale) ma mettere nero su bianco le proprie sfighe è un altro discorso! Analizziamo:
Prologo:
Due persone si conoscono, si piacciono e iniziano ad uscire insieme. Che bella la vita di coppia(occhi che brillano), i due decidono di sposarsi.
Svolgimento:
che bello aspettiamo un bambino!che bello aspettiamo il secondo!
Epilogo:
Non mi ricordo più come nascono i bambini.

Ecco, questo è il riassunto di quello che, più o meno, succede in una coppia. Ma perchè?
Perchè degli avvenimenti a noi indipendenti ostacolano il nostro cammino verso la felicità (leggi bambini) e, obiettivamente, non sempre è facile trovare la “predisposizione d’animo”. Mica è facile quando:
nano junior dorme il primo anno in mezzo a voi;
nana senior è dotata di un timer interno che le scappare la pipì appena tu inizi a  pensarci;
i nani sono imparentati con i gatti e camminano per casa al buio e nel più assoluto silenzio;
se i nani trovano la porta chiusa a chiave poco ci manca nel rivedere la scena di Jack Nicholson in “shining” con l’ascia in mano.
Magari noi non siamo bravissimi lo ammetto ma mica è sempre così faile no?
Secondo me in parte la colpa è nostra perchè ci facciamo sopraffare dalla stanchezza; il trucco è imporselo e non intendo decidere con l’agendina quando farlo e quando no, però cercare di pensare a quanto sia bello e quanto faccia bene al rapporto. Non bisognerebbe arrivare a pensare “ma quanto è passato dall’ultima volta”, dovrebbe fare parte della normalità della coppia. Bisognerebbe creare una routine-non routine perchè è vero che non sempre è facile, ma è vero che dopo ci si vuole un pò più bene. Ora vi prego ditemi come fate! Siamo noi strani e tutte state pensando che siamo una coppia di sfigati? Oppure, ditemi che è così ne ho bisogno, siamo tutti nella stessa barca? Il mio proposito è migliorare giuro (fino alla curva eh, mi dovrebbe portare sfiga l’anno del dragone ) ma sapere che non sono sola mi farebbe tanto piacere!

Perchè nessuno me lo ha detto?

La verità è che non ti preparano abbastanza a diventare madre. Tu stai a casa ad accarezzarti il pancione e sogni bimbetti dolci e profumati che porterai in giro al parco, che dormiranno da subito e mangeranno anche i cavoletti di bruxelles…niente di più sbagliato!
Invece di farci fare solo il corso di preparazione al parto, dovrebbe fare degli incontri con mamme che hanno il coraggio di dirti quanto la tua vita cambierà. Donne che guardandoti in faccia non mentiranno dicendoti che la maternità sono solo gioie e niente dolori.
A me nessuno lo ha detto, anche se una vaga idea la avevo, e mi sarei risparmiata un pò di paranoie se qualche mamma mi avesse avvertito della vita post-espulsione bambino.

E non si tratta di non essere felici di essere madri, perchè secondo me è vero che ti completa come donna; si tratta solo di dirti alcune semplici dritte che ti possano aiutare nei momenti di sconforto, in quelle giornate in cui stai a casa da sola e ti viene da piangere perchè, anche se dura solo un attimo e poi giuro che passa, pensi “ma chi me l’ha fatto fare?”
Io avrei voluto che qualcuno mi dicesse queste cose:

  • Non esistono mamme perfette, ognuno sa cosa è meglio per il proprio bambino quindi niente paranoie e ovatta nelle orecchie perchè i consigli arriveranno a  valanga;
  • A volte non riuscirai neanche a lavarti e arriverei alla sera chiedendoti “ma la faccia stamattina l’ho sciacquata?”…la risposta è no;
  • ricordi quelle bellissime otto ore di sonno, quando ti alzavi riposata e sentivi di poter affrontare anche i leoni dentro il colosseo?FINITE!Zero! Non torneranno più se non dopo tanto tempo. Inizierai ad apprezzare le gioie del micro sonno ma dovrai essere brava. La tecnica del sonno “Matrix” consiste nel staccarti la spina e addormentarti in qualunque luogo a qualunque ora dopo essere sicura che il divino bambinello ha serrato le palpebre;
  • Tutti vedranno le tue tette, quando nasce un bambino quella parte del tuo corpo ha vita propria, non è più una parte legata al tuo torace ma una parte del bambino quindi bisogna rassegnarsi: anche lo zio di terzo grado di tuo nonno vedrà il tuo seno;
  • All’inizio non esistono orari di visita, tutti pensano di poter venire a qualsiasi ora anche senza avvisare ergo, se ci tenete solo un pochino alla vostra immagine comprate dei pigiami decenti altrimenti la zia Gertrude dirà a tutto il parentado che siete delle sciatte mamme e non è una cosa bella;
  • Non credete a chi dice che si viaggia anche con bambini piccoli. Quello dei viaggio è uno scoglio molto difficile da superare e , ameno di essere una partecipante di “donna avventura” o la sorella di “Bear grill”, passerà tanto tempo prima di prendere valigia e marmocchio e viaggiare. Tanto di cappello a chi lo fa subito ovviamente. Ps i viaggi per andare dai nonni lontani non contano;
  • Estestista, cos’è?Meglio comprare un rullo per tamponare le emergenze;
  • I primi mesi meglio accantonare l’idea di avere capelli perfetti e adottare tagli che, anche se asciugati con un bambino urlante nella sdraietta ai nostri piedi, non ci faccaino sembrare la Medusa;
  • Il momento migliore della giornata sarà riuscire a chiudersi 5 minuti in bagno.

Ovviamente tutto questo è per chi accarezza il pancione per la prima volta, le folli che hanno fatto il secondo sanno che tutto peggiora ma le donne sono bravissime ad adattarsi!

Un buongiorno speciale

Ci sono giorni in cui ti svegli e già sai che la giornata sarà dura perchè

  1. nella notte c’è stata la transumanza tra i vari letti e ti rirovi la mattina alle sette a dormire con una gamba fuori dal letto per mancanza di spazio;
  2. durante la notte ti sei alzata a vomitare l’anima (chi ha figli lo sa che tutti i virus della terra svolgono la loro micidiale azione nel fine settimana);
  3. hai un mal di testa tremento (vedi sopra)
  4. hai un casa n.2 bambini scatenati e n.0 marito che sta al lavoro

Posto l’antefatto si può dire che non mi sia svegliata molto bene però, mentre mi aggiro in cucina come uno zombie, arriva il piccolo esurpatore del letto che corre verso di me, mi abbraccia come solo i binbi sanno fare, mi da un bacione (moccioloso ma tanto dolce) e guardandomi con gli occhi ancora un pò addormentati mi dice “tao mamma uaua”…beh direi che l’inizio giornata è migliorato no?

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